Lineavita kdv srls

referente unico

  • progettazione linee vita
  • Linea vita tetti Rimini
  • antinfortunistica

Normativa

NORMATIVA VIGENTE

NORMATIVE TECNICHE:

L’installazione e l’uso nel rispetto di una o dell’altra normativa attengono esclusivamente le modalità di utilizzo del dispositivo stesso:

UNI EN 795:2012 e UNI CEN/TS 16415:2013

• Dispositivo installato in modo da essere rimovibile dalla struttura

UNI 11578:2015

• Dispositivo installato in modo permanente

NORMATIVA NAZIONALE:

La norma nazionale di riferimento per la sicurezza dei lavori in quota e il Decreto Legislativo n.81 del 09.04.2008

“Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” (coordinato con D. Lgs. N.106 del 03/08/2009, L. n.133 del 06/08/2008 conversione del D.Lgs. n.112/2008, L. n.129 del 02/08/2008 conversione del D.Lgs. n.97/2008).

NORMATIVE REGIONALI:

Ogni singola regione, provincia, comune o Enti con funzione specifica di prevenzione e controllo della sicurezza sui luoghi di lavoro possono disciplinare ulteriormente l’argomento in materia di sicurezza dei lavori in quota, emanando Leggi Regionali, Delibere e Circolari validi nella propria zona di competenza, ai quali i tecnici e gli installatori devono fare riferimento operando in tali aree.

Regione TOSCANA

Delibera della Giunta Regionale n. 191 del 20/03/2006

Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 62/R del 23/11/2005

Regione LOMBARDIA

Decreto n. 119 del 14/01/2009

Circolare della Regione Lombardia n. 4/SAN/2004 del 23/01/2004

A.S.L. Sede Provinciale INAIL di Bergamo

Prevenzione del rischio di caduta dall’alto durante lavori di manutenzione sulla copertura di edifici –

Dispositivi di ancoraggio sulle coperture.

Regione VENETO

Delibera della Giunta Regionale n. 2774 del 22/09/2009.

Regione FRIULI VENEZIA GIULIA

“Linee Guida per la prevenzione del rischio di caduta dall’alto” approvate dal Comitato Regionale di Coordinamento il 05/09/2006.

Regione LIGURIA

Legge Regionale n. 5 del 15/02/2010.

Regione PIEMONTE

Legge Regionale n. 20 del 14/07/2009 art. 15.

Regione EMILIA ROMAGNA

Legge Regionale n. 2 del 02/03/2009.

A.S.L. di Reggio Emilia -Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro

Proposta di integrazione dei Regolamenti Edilizi comunali. Requisiti Cogenti RC 4.3 “Sicurezza nella manutenzione” aggiornato al 10/03/2006.

Regione UMBRIA

Delibera della Giunta Regionale n. 1284 del 28/10/2011.

Provincia Autonoma di TRENTO

Legge n. 3 del 09/02/2007

Decreto del Presidente della Provincia n. 7-114/LEG del 25/02/2008

ISPESL – Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro

LINEE GUIDA per la scelta, l’uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto. Settembre 2004

linea vita certificata

linee vita Rimini

installazione sistemi di ancoraggio

monitoraggio dispositivi

Obblighi committente

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monitoraggio dispositivi

Qualsiasi sia il tipo d’intervento che dovrà essere realizzato su di una copertura, questa è considerata essere un luogo di lavoro e pertanto soggetta alle disposizioni TUS di cui al D. Lgs. 81/08. Ciò è vero anche per i piccoli interventi di manutenzione ordinaria, quelli per cui non è necessario richiedere alcun permesso autorizzativo. Il proprietario di un immobile, l’amministratore di condominio, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione di un fabbricato industriale, preliminarmente all’incarico di esecuzione di un qualsiasi lavoro di manutenzione ordinaria ad una impresa o lavoratore autonomo, ha l’obbligo di informare il soggetto esecutore dei pericoli e rischi connessi all’attività che dovrà essere eseguita. Nei casi in cui la copertura del fabbricato è dotata di dispositivi di ancoraggio, il Committente informerà l’impresa o il lavoratore autonomo tramite la consegna in presa visione dell’elaborato tecnico della copertura. Nei casi invece la copertura è sprovvista di misure di protezione contro il pericolo della caduta dall’alto il Committente dovrà accertarsi in proprio o tramite la consulenza di un esperto se l’impresa o il lavoratore autonomo opererà in condizioni di sicurezza tramite l’impiego di soluzioni alternative ai dispositivi di ancoraggio permanenti che in questo caso non ci sono. Al Committente quindi in prima battuta non è richiesta alcuna specifica competenza ma solamente una presa di coscienza di ciò che sta andando a chiedere di fare ad altre persone per proprio conto; in un caso dovrà accertarsi di consegnare l’ETC, nel secondo caso di aver informato il lavoratore del pericolo presente.

Nel prossimo post analizzeremo nel dettaglio i due casi.

Analizziamo il caso ricorrente del proprietario di una abitazione ovvero un amministratore di condominio ovvero un responsabile del servizio di prevenzione e protezione che si trovi nelle necessità di richiedere un intervento di manutenzione ordinaria su di una copertura sprovvista di protezioni anticaduta. Il proprietario, l’amministratore, l’RSPP, rivestono il ruolo di Committente dei lavori e l’approccio corretto che dovrà esser tenuto sarà di:
– informare l’operatore dei pericoli presenti;
– attenersi alle misure generali di tutela di cui all’art. 15 del TUS ;
– verificare che l’impresa o il lavoratore autonomo possieda l’idoneità tecnico professionale per eseguire in sicurezza le lavorazioni richieste.
Purtroppo quanto richiesto dalla legge non è ben posto a conoscenza del privato cittadino il quale si ritrova coinvolto in pesanti responsabilità nell’eventualità di accadimento di un infortunio. La realtà dei fatti accaduti in passato è ciò che ha portato all’emanazione dei vari regolamenti regionali legiferanti in materia di predisposizione di opportune misure preventive e protettive contro il pericolo della caduta dall’alto connesso ad interventi di manutenzione ordinaria. Per tutte le altre tipologie d’intervento edilizio (manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, ecc…) il problema esiste ma non si pone in quanto l’idoneità dell’intervento è demandata alla consulenza professionale di un tecnico qualificato che disciplinerà, se necessario, le modalità esecutive in sicurezza di tutti i lavori in quota siano essi afferenti ad una copertura, ad un ponteggio od altro.
Sarebbe opportuna una campagna di sensibilizzazione del problema con la messa in evidenza degli atteggiamenti corretti da tenere in caso di affidamento di piccoli lavori di manutenzione: purtroppo una errata percezione del rischio ed anche una insensata propensione al rischio hanno generato la manifestazione di molteplici infortuni gravi o letali.Dopo aver chiarito che cosa deve fare un Committente dei lavori relativamente ad interventi di manutenzione ordinaria su coperture sprovviste di qualsivoglia tipologia di protezione contro il pericolo di caduta dall’alto esaminiamo il caso in cui la copertura sia dotata di misure protettive.
Anche in questo caso il Committente non è esente da responsabilità. Diciamo che se compie i giusti passi si pone nelle condizioni di aver ottemperato a quanto necessario a far si che un infortunio venga evitato.
Il Committente dovrà:
– Informare l’operatore dei pericoli presenti attraverso la messa a disposizione del fascicolo tecnico in suo possesso, consegnatogli all’atto di chiusura dei lavori di messa in sicurezza della copertura da parte del tecnico progettista incaricato.
– Verificare che l’impresa o il lavoratore autonomo possieda l’idoneità tecnico professionale per eseguire in sicurezza le lavorazioni richieste.
Il Committente dovrà accertarsi della presa visione del documento da parte dell’operatore richiedendone la sottoscrizione nell’apposito campo in modo da dare atto di aver ottemperato a quanto richiesto dalla legge. La verifica dell’idoneità tecnico professionale dell’impresa e/o del lavoratore è un obbligo imprescindibile in ogni caso di affidamento di lavori.

Manutenzione

gli obblighi

La persona o più in generale la ditta chiamata ad intervenire su di una copertura per eseguire lavori di manutenzione ordinaria, qualunque sia la natura dell’intervento, deve attenersi agli obblighi derivanti dal Testo Unico sulla Sicurezza di cui al D. Lgs. 81/08. Sia nel caso del singolo lavoratore autonomo o del datore di lavoro di una impresa, si dovrà, nel caso specifico di esecuzione di lavori in quota con esposizione al pericolo di caduta dall’alto:

possedere idonea formazione ed addestramento all’esecuzione di lavori in quota con esposizione verso il pericolo di caduta dall’alto; suddetta formazione dovrà comprendere l’addestramento all’uso combinato di dispositivi di ancoraggio e dispositivi di collegamento ovvero di sistemi di protezione individuale.

valutare e scegliere le modalità e le procedure ottimali per eseguire i lavori in quota; nel caso di coperture dotate di misure protettive, siano esse configurate come sistemi di protezione individuali o collettiva, suddetta valutazione dovrà essere fatta in coerenza con quanto disciplinato all’interno dell’elaborato tecnico della copertura messo a disposizione dalla Committenza.

valutare e scegliere le modalità per raggiungere la posizione in quota per l’esecuzione dei lavori.

nel caso di una impresa, il datore di lavoro dovrà informare i propri dipendenti dei rischi specifici attinenti all’attività in oggetto tramite l’illustrazione di specifico Piano Operativo delle Sicurezza (POS).

Il manutentore non può essere persona improvvisata ma deve obbligatoriamente possedere un’adeguata formazione ed addestramento certificato. Nel caso di coperture sprovviste di misure protettive dovrà operare con la massima diligenza prevedendo in proprio o con l’aiuto di un tecnico qualificato alla messa in sicurezza temporanea dell’area di lavoro. Nel caso di copertura dotate invece di sistemi di protezione contro le cadute dall’alto dovrà attenersi scrupolosamente a quanto previsto nello specifico documento redatto all’uopo. In questo caso però dovrà avere anche una sufficiente esperienza per valutare se ciò che è stato previsto risponde appieno alle sue esigenze e non lo espone a rischi aggiuntivi. Diciamo che tutto il mondo dell’anticaduta sviluppatosi in questi anni a vantaggio della sicurezza degli interventi sulle coperture nasce per far fronte all’emergenza nazionale degli infortuni sul lavoro per caduta dall’alto. La sola presenza di sistemi di protezione contro le cadute dall’alto, ovvero una mancata ed adeguata formazione non garantisce la sicurezza imposta normativamente.

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